LostHand

L’installazione è composta da sue sculture, una mano di cemento, iconografia utilizzata nel passato e, in contrapposizione, la stessa mano, ma di carta, raffigurazione dell’immagine mediatica odierna.
Lo scopo del video è quello di rappresentare la trasformazione e lo sgretolarsi del linguaggio contemporaneo.
Il “linguaggio concettuale”, rappresentato dalla mano di cemento, è sostituito da un “linguaggio percettivo”, rappresentato dalla mano di carta che, ormai divenuta esile nel suo significato, si sgretola e si deteriora esponenzialmente. Quest’ultimo linguaggio si impone maggiormente pur essendo più povero, non solo nel numero di parole ma soprattutto nella capacità connotativa. Esso perde il suo significato anche a causa del bombardamento mediatico che subisce.
La mano di cemento, o “mano parlante”, simboleggia uno dei gesti più utilizzati e importanti, ossia quello “della parola”. Con questo tipo di gesto si prende la parola per comunicare agli altri. Una delle iconografie di rilievo in cui tale gesto è raffigurato è il Cristo pantocratore, che parla ai fedeli con l’autorità di un sovrano.
Il linguaggio odierno lascia dunque passare un significato che potrebbe essere manipolato o venire assimilato dallo spettatore in modo diverso da quello inteso da chi lo ha realizzato con le proprie capacità comunicative.
L’opera vuole far riflettere i fruitori sui linguaggi moderni assunti nella società contemporanea, mettendo in discussione la centralità del ruolo del linguaggio.

 

 

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